Le pippe mentali dell'Aspirante Disoccupato
Andiamo per gradi: anzitutto mi scuso per la lunga assenza. Il nuovo Splinder, quasi incomprensibile, e lo smarrimento della mia password hanno contribuito notevolmente a diminuire la già poca voglia di gestire questo blog che è sempre più inutile, data la scarsa voglia dell'essere strisciante che sta scrivendo ora di continuare a fare le pulci a un sistema che in fondo di pulci non vuole sentirne parlare (giustamente) ma non riesce nemmeno a comprare un prodoto antipulci per eliminarle definitivamente.
Comunque, mi resta una mail da evadere, e la evado anche se in ritardo.
Mi domanda l'ennesimo aspirante Disoccupato (o Disoccupata, non so se sia maschio o femmina perché non si è nemmeno firmato/a…) in procinto di presentare materiale per la selezione al Corso Rai come si scrive una scaletta. E me lo domanda con questo messaggio:
Ciao, avrei bisogno di una informazione, se possibile.
Riguarda il materiale richiesto nel bando di concorso per il corso Rai/Script: la scaletta.
Gli esempi proposti sul sito non mi hanno aiutato, mi sembra abbiano diversi gradi di definizione e questo aumenta il mio dubbio.
Ti ringrazio per la tua cortese attenzione.
Anche se sono in ritardo, mi premuro di rispondere perché questa domanda mi dà modo di parlare di un grave problema che attanaglia l'Aspirante Disoccupato Sceneggiatore: il continuo riempirsi di seghe mentali sulla tecnica.
Da non confondersi con le sacrosante seghe mentali sulla Struttura, i Personaggi, il loro Arco di Trasformazione, e tutto quello che un Aspirante Sceneggiatore potrebbe incontrare nella sua vita di Disoccupato, o pure di Occupato, in qualche caso. Eventualità rara, ma non impossibile.
Le seghe mentali elencate qui sopra sono auspicabili. magari a un certo punto è bene lasciarle da parte e cominciare a scrivere, altrimenti quando la finite, 'sta sceneggiatura?
Le seghe mentali sulla tecnica a cui mi riferisco sono banali seghe mentali di presentazione del lavoro.
Come faccio a predispormi una pagina di sceneggiatura? Quanta distanza ci deve essere dal margine al campo di dialogo? Devo scrivere prima INTERNO o prima il luogo? Cosa si intende per cartella 30 x 60?
Ecco, le seghe mentali che attanagliano la vita dell'Aspirante Sceneggiatore.
E tra queste rientra senza ombra di dubbio LA SCALETTA.
Come scrivo la scaletta?
Allora. In linea generale. La scaletta, è bene ricordarlo, non è uno strumento di valutazione di presunte capacità. La scaletta non valuta nulla, a parte la capacità dello sceneggiatore di dividere il suo lavoro per punti e centrare gli avvenimenti della scena. In genere una scaletta è strettamente personale. Lo sceneggiatore se la può gestire come gli pare, perché non la deve consegnare a nessuno. Per dire, se mi trovassi davanti una scaletta in un concorso dove ogni tanto mi capita di leggere soggetti e sceneggiature. sarei pronta a far assaggiare il veleno dei miei denti al disgraziato che me la invia.
Insomma, le scalette non hanno una forma precisa. Devono essere FUNZIONALI a voi e al vostro lavoro.
Non è detto, naturalmente, che in alcuni ambiti non vi siano richieste. Se per esempio state seguendo un corso e il vostro insegnante vuole capire che direzione prende la storia di cui avete presentato idea e soggetto di massimo tre pagine, la scaletta gli potrebbe essere utile per capire come andrete a sviluppare l'intreccio. Ma non vi potrà valutare sulla vostra capacità di scrivere una scaletta, perché se l'insegnante è uno sceneggiatore sa bene che la valutazione del potenziale reale di una storia non parte dalla vostra capacità di dividere le sequenze per punti.
Sulla lunghezza, poi, fate un po' come cavolo vi pare.Quando preparai le mie scalette per il corso RAI credo di avere raccontato tutte le scene dettaglio per dettaglio. E sono ancora viva. Vegeto, non faccio la sceneggiatrice, ma nessuno mi ha mai chiesto il conto delle mie scalette.
Ora. E' giunto il momento di svelare l'arcano: perché Audino chiede scalette di film e puntate di serie televisive in fase di preselezione?
Sicuramente non è per preselezionare in base alla capacità di scalettare. Perché pur non essendo uno sceneggiatore, sa bene anche lui che la scaletta non significa nulla e che quello che conta è il vostro materiale. Quello in cui in teoria dovreste avere dato il meglio di voi o perlomeno sputato un po' di sangue.
Allora perché Audino chiede scalette?
Ve lo dico fuori dai denti. Se voi aprite uno qualunque dei numeri di SCRIPT (che vi consiglio, tra l'altro, quando avete bisogno di esempi di scalette: se quella modalità ha dignità di stampa, non si vede perché non possiate beceramente imparare a scrivere seguendola pedissequamente. Se invece vi è chiaro che la scaletta è personale, siate pure anarchici) arriverete a un articolo che analizza minuziosamente un film o una puntata di una serie e dove è presente la scaletta del film o puntata che sia.
Ora, fatevi la domanda: chi avrà mai scritto quelle scalette? Vi siete dati la risposta? Bravi. E' quella giusta.
Abbiamo esaurito le domande sulla forma corretta della scaletta? Perché qui devo passare ad altro, e cominciare una ricerca puntigliosa sul Corto in Bra. Ne parleremo. Appena avrò materiale sotto mano ne parleremo.
La Vostra Affezionatissima Vipera di Quartiere
Mille scuse…
Per una volta tanto la Vipera è costernata per il ritardo della risposta (immagino che servisse per le selezioni dei prossimi disoccupati che frequenteranno il Corso Rai, giusto?), ma ho letto entrambe le richieste solo oggi, a causa di un brutto problema tecnico.
Splinder ha cambiato da qualche mese la pagina da cui si accede al blog, e io sto usando ancora quella vecchia, più comoda e meno fastidiosa, ma da cui non posso leggere i messaggi privati.
Sono arcisicura che i due utenti in questione si saranno procurati il Mckee in altra maniera, ma d’ora in poi, se ci fossero ritardi nella risposta ai messaggi privati, avvertitemi anche nei commenti del blog.
E se volete bestemmiare contro qualcuno, possiamo fare un bel coro contro splinder, tutti insieme.
Cosa volevi fare da grande?
A dire il vero, se la questione fosse stata posta a noi (dis)occupati Rai, avrebbe dovuto essere:’ a quale brillante carriera hai detto un no secco per venirti a infilare nel meraviglioso mondo dei disoccupati della sceneggiatura?’, ma nel video potete vedere una serie di occupati di lusso o persone che comunque vedranno la disoccupazione se e quando (perché il Governo può far fesso Rulli, ma a noi che spriziamo veleno da tutti i pori non ci frega) saranno stati completamente annientati fiction e cinema in tutto il territorio italiano, e che per il momento, la pagnotta, ce l’hanno.
Però fa sempre piacere, vedere che anche loro, in fondo, da bambini erano come noi. Sono proprio pochi, quelli che sapevano di voler fare il cinema da grandi. Forse uno.
Nessuno, a parte l’aspirante giornalaio, voleva fare un lavoro più o meno normale. Anche se non gli era molto chiaro che il giornalaio, i giornali,l li vende , e non passa il tempo a leggerli… Addirittura Rulli voleva costringere sua madre a diventare una fabbrica di bambini, MASCHI, per poter avere una squadra di calcio personale in cui giocare.
Ma il migliore, per la modesta opinione della Vipera, rimane Petraglia. Perché mantiene quella sua aria dell’uomo che c’è, ma non sa bene come c’è arrivato, che lascia trasparire ogni volta che lo si incontra in occasioni pubbliche.
Di Petraglia Sandro, sceneggiatore, raccontano disoccupati che lo hanno sentito parlare con un microfono in mano o davanti, uscite geniali. Come quella volta che a una domanda ben precisa, ‘Come fa un giovane, oggi, a fare lo sceneggiatore?’, lui, vestito di un candore petragliesco, rispose ‘non credo sia difficile, oggi, fare lo sceneggiatore. Per me è stato facile’. Erano gli anni ’70, e i suoi amici erano simpatiche persone che bazzicavano il mondo del cinema come Agosti, Rulli e Bellocchio.
Porello, di sicuro gli sono sfuggite le dinamiche del mondo negli ultimi 30 anni. Non possiamo fargliene una colpa. Come d’altra parte non possiamo certo fustigarlo se in piena riunione dei 100autori e in piena crisi pre-decreto ammazzacinema e fiction (il motivo per cui si trovava nel luogo dove è stato intrervistato dal giovane autore, ndr) è uscito con un’altra petragliata, tipo ‘non capisco: perché Mediaset dovrebbe rinunciare a produrre fiction, se è un’impresa che vuole guadagnare?’, e ha costretto Lusuardi a spiegargli che un’impresa ha come fine ultimo il maggior profitto con la minima spesa, e sebbene uno sceneggiatore qualunque, ossia non Sandro Petraglia, non se ne accorge dal suo compenso, la fiction costicchia.
Però, a Petraglia, lo perdoniamo. Troviamo adorabile quella sua espressione da ‘non so che ci faccio qui, però ci sono’, e ci commuove sentirlo dire che lui voleva fare qualcosa che riguardasse i viaggi, nemmeno lui sapeva bene cosa, però voleva viaggiare, da grande.
Se non ci fosse un Petraglia, la vita di noi Vipere sarebbe molto difficile. Magari sarebbe meno disoccupata, ma avremmo poco di cui ridere, senza petragliate.
Io avrei voluto fare il Teletubby, però alla BBC mi hanno fatto sapere che i posti erano stati tutti occupati. Così mi sono rassegnata a vestire i panni da Vipera…
Ma che bello!
Forum incluso.
L’unico particolare è che adesso, per iscrivervi, dovete mandare agli ADM carta d’identità (la patente no, perché loro sono come Ryanair e non accettano documenti che non siano CI o passaporto. Quindi, se siete dipendenti del ministero, non pensate nemmeno di mostrare il vostro tesserino), il codice fiscale, un certificato che attesta che siete privi di pendenze penalil. Se poi vi presenta un socio SACT o un socio 100autori, meglio per voi.
Che aspettate? Iscrivetevi! Ci sono già i neofiti che vogliono sentire critiche sui loro capolavori, magari pubblicati su LULU, e appena non si sentono dire ‘ehi! Che genio! della sceneggiatura, abbiamo qui…’ si offendono.
Non vorrete perdervi questi spettacoli!
Ah, sì. Il 15 febbraio comincia il Corso Rai. Quest’anno, tra ricchi premi e cotillon, vengono messi in palio durante il primo mese 5 ambiti posti da corsista. Sette li hanno già scelti, ma a quanto pare gli altri erano così bravi che la selezione continuerà durante il primo mese del corso. Così, se va bene, è la volta buona che parte qualche coltellata. Speriamo di essere presenti per raccontarlo, ma se non ci saremo, ci auguriamo la collaborazione (va bene anche anonima) dei futuri disoccupati RAi.
Che altro? Beh, sì, c’è il blog della SACT, dove ormai gigioneggia Piripacchio senza remore o personalità abbastanza autorevoli per prenderlo a calci come merita.
Qualcuno si è accorto che sta per chiudere Un posto al sole, ma resterà il solito commentatore isolato, perché alla SACT, della soap e di quelli che ci lavorano, non gliene frega una fava. Mica è di competenza dei suoi dirigenti, la soap.
Dello sciopero non si parla più, tanto i 100autori hanno ottenuto quello che vogliono. Berlusconi faccia un po’ quello che vuole, col conflitto di interesse. A Rulli basta e avanza che qualche deputato gli dia retta. E muoia Sky con tutti i filistei.
Mi ricorda tanto qualcuno che anni fa disse ‘a noi non importa se lavoriamo per la destra o per la sinistra. L’importante è che ci diano retta’. Chi era costui? Ah, ecco.
Per ora le trasmissioni dalla terra della disoccupazione chiudono qui. Ma non disdegneremo di regalare altre buone parole a chicchessia, nei prossimi tempi. Quindi restate sintonizzati!
Un paziente riassunto (parte prima)
La vipera tornata nel mondo dopo aver atteso il caldo estivo sta facendo i conti con il modo di fuori. E, udite udite, pare che nel mondo dove ai Disoccupati Rai si sono aggiunti anche i Disoccupati del Centro Sperimentale (di Milano e di Roma: la disoccupazione non tira in ballo presunte superiorità basate sull’appartenenza geografica…), del Master della Cattolica, dell’ormai defunta scuola Mediaset e della Nuct , per tacere dei disoccupati laureati del DAMS, siano successe cose che voi umani non potete neance immaginare.
O forse sì, dipende dalla roba che vi fornisce il vostro pusher di fiducia.
Delle notizie estive abbiamo già parlato. Pare anzi che una finalista abbia sentito il dovere di difendere la sua posizione di lavoratrice onesta che non ha mai chiesto aiuti a nessuno, nemmeno al cugino di secondo grado che una volta faceva il portiere per la casa di produzione che a memoria di disoccupato ha pagato meno in assoluto un soggetto per una puntata di lunga serialità. La finalista in questione, anzi, si è distinta nell’ammirevole capacità di superare i test di volta in volta. Conoscete altre persone che hanno lavorato superando test? La vipera sì. Medita un elenco nei prossimi giorni, ma lo medita e basta: le confidenze degli amici che hanno solo passato test senza disporre di cugini di secondo grado uscieri di grandi case di produzione non hanno in sè quell’aura epica di cui è intriso il racconto della finalista in questione.
C’è però un enorme lavoro pregresso da fare.
Ci risultano, già a partiìre dallo scorso inverno, notizie piuttosto sconcertanti sui risultati del Premio Solinas 2008.
Spiace non avere la possibilità di rinviarvi a un qualunque link sul forum che tanto abbiamo amato nei nostri post precedenti, ma dopo aver appreso che il concorso in questione non sembrava poi troppo cristallino (si mormora tutt’ora nell’ambiente di una militarizzazione della Fandango, che qualche commentatore ha evinto, pare, dalla presenza in giuria di diversi giurati, dai curricula di alcuni finalisti e dalla presenza nelle pagine Facebook dei rispettivi individui di Annamaria Granatello come Facebookamica. Ora, io non vorrei dire, ma se domani la Vipera si iscrivesse a Facebook e chiedesse l’amicizia della signora inq uestione, le sarebbe accordata in un nanosecondo, e non credo che chicchessia potrebbe accusare la Vipera di avere goduto di favori personali dal Premio Solinas… anzi) i gestori del forum in questione si sono premurati di eliminare l’intero forum dalla faccia del web.
Ed è un peccato, perché la vera indignazione sarebbe dovuta scattare a premiazione avvenuta, ossia quando dal Premio fu eliminata una storia rea di essere già stata premiata in altro concorso nazionale (sacrosanto) ma non fu applicato lo stesso metro alla sceneggiatura vincitrice dell’edizione 2008 che al 30 giugno 2008 risultava tra le storie considerate dal Ministero meritevoli del fondo per lo sviluppo della sceneggiatura (la premiazione è avvenuta in data 11 novembre 2008).
Per chi non lo sapesse, lo Sviluppo Sceneggiatura viene erogato a sceneggiature presentate da una produzione. Il che significa che al momento dell’iscrizione al concorso, se non poco tempo dopo, la sceneggiatura in questione era già stata opzionata.
E probabilmente sfugge ancora meglio ai più una clausola del bando del concorso in questione: le sceneggiature non devono essere ina lcun modo opzionate, pena l’esclusione dal concorso stesso. La clausola serve per mantenere l’anonimato delle sceneggiature fino alla premiazione.
Fermo restando, come al solito, che non si colpevolizza lo sceneggiatore che ci prova, perché nella condizione di disoccupati che ci perseguita siamo messi dal sistema stesso nella condizione di chiudere un occhio e magari entrambi davanti a un’etica che dovrebbe venirci spontanea e quindi partecipiamo (male che vada non andiamo in finale e abbiamo perso 120 euro… ), il problema è dell’organizzazione che almeno sulle sceneggiature e sui soggetti designati come finalisti non fa (o non vuole fare) un controllo, ma attende in panciolle che scoppi un casino non indifferente su un forum, scatenato dagli utenti evidentemente più avvelenati e incazzati perché in finale loro non ci sono andati.
Ci tengo a far notare che il motivo dell’incazzatura che muove gli utenti, quando supportato da fatti concreti, non inficia il risultato. Ossia: non è che se a lanciare un’accusa reale e concreta è uno che ha fatto indagini per accontentare la sua bile, l’accusa perde di valore. Semmai non si fosse capito, eh.
Poi, la vipera domanda e dice: non è che negli ultimi anni ci sia stato un proliferare di premi di sceneggiatura e di sceneggiature prodotte, con chissà quanti controlli da fare sui finalisti. Cosa ci vuole a fare un bel controllo su internet (come hanno fatto i principali accusatori, tra l’altro…) facendosi aiutare da quel meraviglioso motore di ricerca di nome Google, facendo un controllino incrociato di titolo e autore per verificare se, effettivamente, l’anonimato non è stato bypassato?
Sarebbe un toccasana per la credibilità del concorso, no?
Evidentemente però della credibilità non glienre frega più una fava a nessuno.
Si sta facendo una certa, e anche le vipere in ritardo di un anno meritano un po’ di riposo. Si continua nei prosimi giorni. Ci divertiremo a sputare veleno sul nuovo blog della SACT, sulla Publispei e su altri forum di sceneggiatura e concorsi caduti nel dimenticatoio.
La vostra sempre più avvelenata
Radio Vipera
Fiuggi Family Festival
Sono mesi che al Vipera è in letargo, ma adesso che l’estate è inoltrata e il sole splende può uscire a scaldarsi su un bel sasso bollente.
Giusto in tempo per trovare notizie sull’ennesimo concorso fatto in casa che infesta il panorama della sceneggiatura italiana: il Fiuggi Family Festival.
Pare che da quelle parti si sia preso troppo alla lettera il concetto di concorso per famiglie, e che si siano fatti tutto in casa, lista dei finalisti inclusa, l’Università Cattolica del sacro Cuore di Milano, la Lux Vide e la Fondazione Perseus.
D’altra parte, nella terra delle vipere la Divina Provvidenza non esiste più dai tempi della cacciata dal Paradiso Terrestre,e le vipere devono fare quello che devono fare per volere divino: essere nemiche delle donne.
E fidatevi, essere nemiche di certe donne non è un’impresa ardua.
La vostra affezionatissima
Radio Vipera
Di nuovo la SACT…
Stavolta si preoccupa dei giovani… Naturalmente a modo suo.
Poiché se ne discute già altrove, la Vipera cede il passo ad altri blog e si astiene dalla discussione. Però il resoconto della riunione non ve lo risparmio!